Gli 80 anni di Mina, la diva della storia della musica italiana

25
Mar
2020
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Ottant’anni di Mina. Ottant’anni di voce. E solo quella, (quasi) senza immagine. Perché la voce è la più grande di tutte. Sono giorni che si susseguono messaggi di auguri per la cantante: da Pippo Baudo, Paolo Conte. La cantante veniva al mondo il 25 marzo del 1940 a Busto Arsizio (VA).

Ha inciso canzoni in inglese, spagnolo, tedesco, giapponese, francese, ha coperto un repertorio che va da Napoli a Frank Sinatra, dal pop al rock’n’roll, dalla canzone d’autore all’Opera ai brani di Natale, è diventata anche un fumetto Disney e le sue incisioni continuano a essere tra i pezzi più ricercati dai collezionisti. Negli ultimi anni dà sempre più spazio al suo amore per il jazz, in questo assecondata dal figlio Massimiliano Pani, che la circonda costantemente di alcuni dei migliori jazzisti italiani. Il suo catalogo continua a produrre cifre importanti, Liza Minnelli l’ha definita la più grande.

Quello di Mina è un repertorio sconfinato e raffinato, “Le mille bolle blu”, anno di grazia 1961, “E se domani”, “Grande grande grande”, “Ancora, ancora, ancora”, “L’importante è finire”, “Non credere” sono alcuni titoli dei brani che l’hanno resa famosa e irraggiungibile. Louis Armstrong la definì Mina “la cantante bianca più grande del mondo”.

Durante la sua carriera, iniziata alla fine degli anni cinquanta, Mina ha interpretato più di 1.500 brani, ottenendo primati e ricevendo premi e riconoscimenti, con due partecipazioni al Festival di Sanremo, tre alla Mostra internazionale di musica leggera, una Targa Tenco, e l’assegnazione dell’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Soprannominata “la tigre di Cremona”, faceva parte del terzetto delle grandi voci femminili degli anni sessanta e settanta, con Milva, “la pantera di Goro”, e Iva Zanicchi, “l’aquila di Ligonchio”.